lunedì 22 marzo 2010

Nasce Arci Darfur: sudanesi e italiani per l'integrazione

Nasce Arci Darfur: sudanesi e italiani per l'integrazione

Il presidente della neonata associazione El Gazim: "Vogliamo informare sull'attuale situazione del nostro paese". Graziano (Arci Roma):"Favorire la partecipazione dei rifugiati nella gestione dell'accoglienza"
Diffondere tra i cittadini italiani la conoscenza della cultura e della situazione attuale del Darfur, oltre a promuovere l'integrazione sociale e lavorativa dei rifugiati e dei richiedenti asilo della martoriata regione sudanese. Sono gli obiettivi di Arci Darfur, associazione culturale nata dall'inedita collaborazione tra una comunità migrante e una storica organizzazione di promozione sociale italiana. Elemento di novità dell'associazione è il ruolo attivo della comunità dei sudanesi del Darfur, pur con l'appoggio delle strutture e dalle risorse umane dell'Arci.
Citando lo statuto della neonata associazione, il presidente di Arci Darfur Abu El Gazim afferma: "Vogliamo far conoscere la storia, la cultura e le tradizioni del nostro popolo, informare sull'attuale situazione del nostro paese, raccogliendo e trasmettendo le testimonianze dirette dei membri delle comunità migranti e in particolare dei richiedenti asilo, per favorire la loro integrazione in Italia". Mentre Claudio Graziano, responsabile immigrazione dell'Arci a Roma, spiega le origini e le ragioni della collaborazione con la comunità sudanese: "I rifugiati e richiedenti asilo del Darfur hanno dimostrato grande spirito d'iniziativa fin dalla loro prima presenza nella Capitale e la nuova associazione intende favorire la loro partecipazione anche nella gestione delle attività dell'accoglienza".
Per Graziano questo è il proseguimento di un percorso iniziato prima del 2005 quando, in assenza di un sistema di accoglienza per rifugiati nell'area romana, i rifugiati africani, in gran parte provenienti dal Darfur, hanno efficacemente "auto-organizzato" la propria permanenza nel vecchio deposito delle ferrovie dello stato situato presso la stazione Tiburtina, poi soprannominato "Hotel Africa". Il percorso è proseguito con la costituzione di un centro di accoglienza con alcuni elementi di auto-organizzazione in Via Scorticabove, del quale tuttavia Gazim dice: "L'ente gestore Arci Confraternita non ci ha mai permesso di gestire autonomamente la cucina e di istituire servizi medici, anche se ciò era previsto dall'accordo con il Comune". Anche per contrastare questo approccio di tipo assistenziale, la comunità si sta impegnando nelle attività della nuova associazione.
 
Al momento le attività svolte sono: una squadra di calcio allenata in collaborazione con la Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti) e una scuola di lingua italiana preliminare all'inserimento nei circuiti di "Educazione per Adulti". In futuro saranno realizzati seminari, periodici, video e serate aperte a tutti dedicate alla cultura sudanese, ma anche interventi di cooperazione e solidarietà a favore dei familiari dei rifugiati, rimasti in Sudan. (Ludovica Jona ) Redattore Sociale 

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